Autonomia&Lavoro

Quando lavori sai che il giorno dopo hai qualcosa da fare, qualcosa che riesci a fare.
Lui voleva che io stessi in casa, che non lavorassi, anche per gelosia diceva, ma io credo che il motivo principale fosse un altro: lui sapeva che se cominciavo a lavorare io non mi sarei fermata lì, che sarei diventata un po’ più sicura, un po’ più libera. Lui sapeva che lavorando io avrei capito del tutto che sono in gamba, probabilmente anche più in gamba di lui!
Anna

Avendo contezza dei molteplici piani su cui riverbera la violenza economica nella vita delle donne, il lavoro relazionale delle operatrici non può prescindere da un accompagnamento alla costruzione progressiva di autonomia materiale – lavorativa, sociale, finanziaria – di pari passo con quella interiore ed emotiva. Il sostegno intreccia quindi la rielaborazione della violenza subita, la condivisone di strategie e strumenti concreti per compiere scelte vantaggiose per sé e i propri figl* assumendosi responsabilità e impegni, il rafforzamento di sé, la ri-partenza professionale e sociale, la ripresa di controllo sulla propria esistenza, più consapevoli delle proprie risorse e vulnerabilità.

Ogni percorso e ogni relazione di aiuto è il risultato di un lavoro di adattamento costante che cerca di tenere insieme bisogni, tempi e obiettivi differenti, in un contesto socioeconomico segnato da condizioni strutturali sfavorevoli.

Pur sapendo quanto è complesso e faticoso per le donne in uscita dalla violenza porre le basi per una reale autonomia economica, e coerentemente alla pratica femminista del desiderio quale leva di libertà femminile e autodeterminazione, la sfida principale è quella di provare a mantenere aperti spazi di desiderio, possibilità e progettualità a partire da sé, anche sul piano professionale e delle condizioni materiali.

Orientamento al lavoro

A partire dal 2006 alcune operatrici di Nondasola sono impegnate in un’attività strutturata e qualificata di orientamento al lavoro, a cui possono accedere tutte le donne accolte dal CAV che manifestino interesse e/o bisogni legati alla dimensione professionale.

Rappresenta un luogo intermedio, un filtro dove la donna porta la sua storia di violenza, e il mondo esterno, dove è una donna senza il suo vissuto. Un luogo dove cominciare a ricollocarsi, ad accorciare le distanze con una realtà lavorativa non percepita, o sentita come faticosa e poco ricettiva rispetto ai propri bisogni, un luogo per creare reti, opportunità di crescita e miglioramento, empowerment e autonomia economica.

Più nello specifico, ogni donna, può contare su un affiancamento ‘sartoriale’ e non standardizzato rispetto a:

  • messa a fuoco del progetto lavorativo o/e formativo

  • supporto emotivo-relazionale nella ricerca attiva e nella fasi di re-inserimento professionale

  • strumenti concreti nella ricerca attiva (offline e online)

  • coaching professionali

  • individuazione di proposte professionalizzanti in linea con ciascuna soggettività

  • attività di mediazione con i soggetti operanti nel sistema delle politiche attive e nel sistema economico-imprenditoriale

  • monitoraggio del percorso e degli obiettivi

Fondamentale in quest’ottica un lavoro costante, capillare e diffuso di sviluppo/promozione/partecipazione, ampliamento di collaborazioni e/o reti territoriali non formalizzate per favorire azioni concrete di sostegno all’autonomia economica delle donne, in una prospettiva multi-livello (re-inserimento professionale, conciliazione, formazione/aggiornamento di competenze, reperimento soluzioni abitative, accesso al credito).

Le nostre collaborazioni

  • Centro Per l’Impiego della provincia di Reggio Emilia

  • Agenzie per il lavoro

  • Aziende del territorio

  • Enti di formazione

  • Rappresentanze sindacali, datoriali e di categoria

  • Consulenti Risorse Umane

  • Altri CAV del Coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia Romagna e della Rete D.I.R.E.

 

Progetti