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#dallastessaparte - L'appello della femminista Alessandra Bocchetti alle donne

Siamo nella fase del “femminismo delle esperte” che produce oro prezioso in sapere e conoscenza, ma nessuna forza politica. In questo momento siamo debolissime. Se non facciamo nulla questa crisi ci rimanderà tutte a casa. Il disastro più grande sarà per noi. Dobbiamo tornare a essere Movimento, costruire una grande forza di donne visibile, tanto grande che produca sorpresa, stupore e anche spavento.

Questo uno stralcio dell'appello/riflessione della femminista Alessandra Bocchetti apparso il 26 Luglio scorso sul sito 27esimaora.corriere, che volentieri diffondiamo. Clicca qui per leggere il testo integrale. 

Venerdì 24 luglio 2020 "Violenza per nessun*, giustizia per tutt*"

Venerdì 24 Luglio 2020 l'Associazione Nondasola é in Piazza Prampolini a partire dalle ore 18.30 a sostenere il diritto di ognun* contro ogni forma di atti  discriminatori e violenti  e istigazione alla violenza per motivi legati all'orientamento sessuale, al sesso, al genere, e all'identità di genere. 

Siamo in questa piazza in coerenza con le lotte che i centri antiviolenza, come il nostro, da tempo hanno messo in campo per contrastare la violenza maschile contro le donne, che trova origine in una disparità storica e strutturale di potere tra uomini e donne nella società patriarcale che viviamo. 

La misoginia, la violenza invisibile e manifesta contro le donne  ha in comune con l’omotransfobia l’intolleranza per i “corpi” che escono dalla normatività di genere, rompendo gli schemi eteronormati  imposti dal nostro sistema politico/culturale. Nella Convenzione di Istanbul  e in altre fonti viene imposta la punizione dei discorsi d’odio nei confronti delle donne ma anche nei confronti di altri soggetti vittime di molteplici discriminazioni.

Ancora molti e troppi sono gli episodi di intolleranza: l'Italia é un paese dove si pensa che i diritti non valgano per tutt* e  questa legge chiede  finalmente  giustizia per tutt*. Ben venga dunque una legge che, pur con tutti i suoi limiti, vuole arginare e punire l’incitazione all’odio verso chi oggi tenta di sottrarsi all’ordine dominante per affermare la propria identità. I diritti di tutt* saranno tutelati effettivamente solo se si riconosceranno le differenze come valore, in un’ottica inclusiva e che mira al superamento di quelle norme che il patriarcato ci ha imposto per millenni.

Crediamo sia opportuno uscire fuori dalla dialettica che indebolisce il movimento delle donne affermando l’autonomia di pensiero dei Centri Antiviolenza, da sempre a sostegno di ogni battaglia che rivendichi giusti diritti affinchè ad ognun* sia garantita la libertà di vivere in pienezza la propria soggettività.  

 

Marzo-Maggio 2020: i dati sulle donne accolte del Coordinamento regionale dei centri antiviolenza

3 Luglio 2020

I dati relativi agli accessi ai 14 centri aderenti al Coordinamento dei Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna nel trimestre marzo-maggio, tuttavia mostrano una diminuzione consistente nelle richieste d’aiuto rispetto allo stesso trimestre nel 2019. Una diminuzione che evidentemente non riflette un calo della violenza stessa, ma piuttosto una maggiore difficoltà di accesso ad aiuto esterno durante il periodo pandemico.

Leggi il comunicato stampa integrale, cliccando qui. 

"Il cambiamento che vogliamo" Proposte femministe a 25 anni da Pechino

Quali cambiamenti occorrono per trasformare in opportunità la crisi generata dalla pandemia Covid19? Cosa fare per andare oltre un sistema economico, sociale e culturale diventato palesemente insostenibile perché continua a escludere le donne, crea profonde ineguaglianze e sfrutta voracemente le risorse naturali e i corpi senza garantire benessere per tutti/e?

Un ampio gruppo di donne femministe attive su diversi temi e di diversa provenienza storica e teorica – rappresentanti di associazioni e organizzazioni femministe e femminili, di organizzazioni della società civile e di ONG, oltre a singole esperte – coordinato da D.i.Re Donne in rete contro la violenza ha provato a rispondere a queste domande con il Position Paper Il cambiamento che vogliamo. Proposte femministe a 25 anni da Pechino, concentrandosi sulle sette aree critiche identificate come prioritarie dalle Nazioni Unite per rilanciare e attualizzare la Piattaforma d’azione di Pechino, adottata all'unanimità da tutti i paesi del mondo 25 anni fa, nella storica IV Conferenza mondiale delle donne. Anche l'Associazione Nondasola ha partecipato alla redazione del Position Paper. 

Il documento è stato presentato ai media nella conferenza stampa organizzata in collaborazione con DireDonne e l’agenzia di stampa Dire, a Roma e in diretta streaming giovedì 9 luglio dalle 10.30 alle 12, con gli interventi di alcune delle autrici. 

Leggi il comunicato di D.i.Re, cliccando qui. 

Guarda la conferenza stampa sul canale Youtube, cliccando qui. 

Leggi il Position Paper a questa pagina. 

Venerdì 26 giugno 2020 Non Una di Meno torna nelle strade

Anche a Reggio Emilia, come in moltissime altre città italiane, Venerdì 26 giugno 2020 le attiviste del movimento Non Una di Meno saranno in piazza, con la consueta attenzione e cura per la salute di tutt*. 

L'appuntamento è per le ore 18,30 in Piazza Prampolini, per dare vita tutt* insieme allo spazio della nuova rivolta, con flash mob, letture, racconti, testimonianze di vissuti, riflessioni sulla fase che stiamo vivendo e sul futuro che vogliamo costruire. I microfoni saranno aperti per tutt*.

Per maggiori info, clicca qui. 

Giugno 2020 - Ancora narrazioni tossiche sulla violenza maschile contro le donne

La Rai mantenga gli impegni assunti in occasione dello scorso 25 novembre  – giornata internazionale contro la violenza sulle donne – e imprima su questo tema un salto di qualità in tutti i programmi e in ogni spazio informativo.” La cronaca, anche quella giudiziaria, non è neutrale. Il modo di raccontarla ha effetti importanti sulla vita sociale e culturale di un paese. Soprattutto se a raccontarla è il servizio pubblico in uno dei suoi programmi più seguiti.

Inizia così il comunicato stampa dell'Unione Sindacale Giornalisti RAI che denuncia l'ennesima narrazione tossica in tema di violenza maschile, in cui, questa volte, è incappata la conduttrice del programma Storie Maledette, rifacendosi ai consunti stereotipi della colpa femminile per la violenza subita. Clicca qui per leggere l'intero comunicato. 

Molto critica anche la presa di posizione della Rete nazionale dei centri antiviolenza D.i.Re (clicca qui per leggere l'articolo), che mette in evidenza come i pregiudizi e i dispositivi culturali sessisti in tema di violenza non risparmino la comunicazione e i media. Già l'Associazione Nondasola, a Novembre del 2019, aveva realizzato il seminario di formazione per giornalisti/e dal titolo ""La responsabilità delle parole". Un momento molto partecipato con l'obiettivo di mantenere alta l'attenzione sulle narrazioni mediatiche della violenza maschile affinchè non prestino il fianco a chi quella violenza la agisce per dominare e brutalizzare. 

"Donne per un nuovo Rinascimento"... siamo proprio sicure?

Critica la posizione della Rete nazionale dei centri antiviolenza D.i.Re sul documento "Donne per un nuovo Rinascimento" prodotto dalla task force convocata dalla Ministra per le Pari Opportunità Elena Bonetti, a cui molte associazioni italiane avevano guardato come occasione per promuovere un reale cambiamento nelle relazioni tra uomini e donne nei vari ambiti della vita privata e pubblica. Un'occasione mancata, osserva D.i.Re in un comunicato stampa, visto che il documento conferma uno sguardo figlio di letture stereotipata della libertà femminile. 

Leggi il comunicato stampa, cliccando qui

Leggi il Documento, cliccando qui. 

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