Senza consenso è stupro | 15 febbraio, ore 10:30, Piazza Prampolini
Pubblichiamo il comunicato stampa che Nondasola ha inviato alla stampa locale a proposito del Ddl Bongiorno.
“Il consenso non è una formula giuridica da riscrivere: è un diritto, è autodeterminazione, è libertà. Ogni tentativo di indebolirne il significato produce arretramenti gravi nella tutela delle donne e delle soggettività più esposte alla violenza”. Con queste parole, D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza, di cui anche Nondasola è socia fondatrice, ha lanciato uno stato di mobilitazione permanente, dopo la presentazione della proposta della presidente Bongiorno sulla modifica dell’art. 609 bis del codice penale sul reato di violenza sessuale, approvata in Commissione giustizia al Senato lo scorso 27 gennaio. Il primo appuntamento è Domenica 15 febbraio sui territori, a cui seguirà una manifestazione nazionale il 28 febbraio per continuare con la lotta l’8 marzo. Un appello a tutte le persone interessate un arretramento grave, in contrasto con la giurisprudenza della Cassazione che da più di 10 anni aderisce al principio della Convenzione di Istanbul, avvalorando un concetto semplice: l’assenza del consenso è stupro. Un assist a quei falsi miti dello stupro che abitano ancora le aule di tribunale e che mettono le donne che denunciano una violenza sessuale sul banco degli imputati. Un’ulteriore dimostrazione che la libertà di scelta sessuale delle donne è in pericolo e i nostri corpi sono sacrificabili quando a prevalere sono logiche politico-partitiche. E l’aspetto che forse più ci preoccupa è che questo nuovo ddl è solo l’ultimo tassello di una volontà politica più ampia di indebolire il contrasto e la prevenzione della violenza di genere, al di là di proclami e apparenze. Come non considerare il ddl Valditara sul consenso informato che rende più difficile l’educazione sessuo-affettiva nelle scuole? Come non denunciare che tutto questo avviene mentre un’altra giovanissima donna, Zoe 17 anni, è stata strangolata a morte da un quasi coetaneo per aver detto un NO?
Davvero non sappiamo fare di meglio perché autodeterminazione, libertà, dignità siano reali diritti inalienabili di ragazze e ragazzi, donne e uomini su cui costruire futuro, desideri, relazioni?
L’invito è di resistere e di immaginare alternative, insieme, per questo saremo in piazza Prampolini domenica 15 febbraio dalle ore 10.30 al grido “senza consenso è stupro”.
Hanno aderito alla mobilitazione:
Non Una Di Meno - Reggio Emilia, Spazio Donna, CGIL Reggio Emilia, Donne in Nero - Reggio Emilia, Gatte Morte, Spazi sociali Reggio Emilia, Assemblea Reggiana Per La Palestina, XR Reggio Emilia, Laboratorio AQ16, Casa Bettola Casa Cantoniera Autogestita, Città Migrante, Officina di Cura Popolare, La Murga L’Oka, Forum donne della Val d’Enza, Le Mafalde, Donne in Nero - Reggio Emilia