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"Un calcio alla violenza" - La solidarietà del Coordinamento regionale dei centri antiviolenza alla Nazionale femminile di calcio

Comunicato stampa, 24 Giugno 2019

Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna esprime solidarietà alle calciatrici della nazionale femminile e condanna gli attacchi sessisti. 

La nazionale maschile di calcio non si è qualificata agli ultimi mondiali, la nazionale femminile non solo si è qualificata ai mondiali 2019, ma è prima nel suo girone, dimostrando talento, passione e professionalità. Che trattamento stanno ricevendo le atlete azzurre per questo successo? Scarsa visibilità mediatica, nessuna o quasi autorità sugli spalti, una “partecipazione” e un interesse per niente paragonabili a quelli che ricevono gli Azzurri. 

Come se questo non bastasse, ad attendere le atlete dopo ogni partita una triste sequela di commenti sessisti, battute sgradevoli, commenti denigratori, insulti. L’ultimo caso, lo scorso mercoledì: lo squallido post su Facebook di Cristian Panarari, ex consigliere comunale a Reggio Emilia ed ex portavoce del Movimento 5 Stelle, che commenta la foto di una giocatrice facendo una chiara allusione sessuale. Il post ha richiamato l’attenzione anche della vicepresidente della Camera, Maria Edera Spadoni, anche lei M5S, che ne ha chiesto l’espulsione dal partito. Nella stessa giornata di mercoledì 19 giugno, Il Foglio pubblica un articolo di Camillo Langone che addirittura invita a “bucare il pallone” alle giocatrici di calcio, sostenendo che le giocatrici incarnano un modello contronatura di femminilità.

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Novembre 2018 Le scuole si colorano di fucsia con la campagna di prevenzione rivolta a ragazzi e ragazze

Reggio Emilia, 24/11/18 - Comunicato stampa

Ritorna la campagna di prevenzione della violenza maschile sulle donne iniziata lo scorso anno scolastico e promossa dall’Associazione Nondasola con il coinvolgimento di studenti e studentesse. Questa settimana si colora di fucsia con l’affissione, nella maggioranza delle scuole di secondo grado di Reggio Emilia, di due nuovi manifesti: Amati da vivere e No è no, Sì è sì. Due affermazioni, scelte tra le tante, raccolte durante i nostri laboratori di prevenzione. 

Sulla campagna la voce dei/lle ragazzi/e coinvolti/e: 

Abbiamo scelto dei manifesti semplici con frasi dirette per raggiungere lo scopo di mostrare che in amore nulla è da dare per scontato. Una violenza può essere interrotta con il risuono delle parole che abbiamo scelto proprio come sirene d’allarme.

Ricordiamo che nei manifesti c’è anche un simbolo: un uguale che mette al pari l’uomo e la donna, ma anche stesse gambe che vanno insieme verso una stessa direzione. Gambe che rappresentano una scelta: nessuno prevale sull’altro ma insieme camminano con lo stesso passo.

Dal 1999 con il progetto In-differenza l’Associazione Nondasola ha avviato un’attività di formazione, con finalità di prevenzione. A oggi abbiamo coinvolto più di 15000 studenti/esse.

Da anni sentiamo la necessità di muoverci nei contesti formativi per far conoscere il fenomeno della violenza, le sue caratteristiche e le strategie di contrasto, per diffondere la cultura della non violenza contro le donne e per far conoscere atteggiamenti di misoginia radicati nella quotidianità. Il nostro lavoro di prevenzione è una sollecitazione costante a guardare alla differenza come misura dell’esistente, come possibilità ‘altra’ di vivere relazioni in cui ‘differenza’ non deve più essere sinonimo di ‘disparità’, a riflettere su ruoli e stereotipi di genere, a portare lo scompiglio, la parola, l’ascolto.

I Manifesti sono promossi in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale e Provinciale, il Comune di Reggio Emilia. 

 

In solidarietà a Federica

21 Ottobre 2018

Pubblichiamo il comunicato stampa a firma di Nondasola, apparso oggi sulla Gazzetta di Reggio

L’ASSOCIAZIONE NONDASOLA che gestisce il Centro Antiviolenza della città si schiera a fianco di Federica Zambelli di Città Migrante e si unisce alle tante voci di condanna del messaggio Facebook diretto contro di lei  dopo il suo intervento del 13 ottobre in difesa dei diritti dei migranti. Un uomo, che si nasconde dietro nome sicuramente falso, indirizza a Federica un messaggio di una violenza inaudita. Dato che Federica è una donna e - proprio per questo- le parole del vile senza dignità si caricano di una ferocia disumana là dove configurano uno stupro. Sappiamo come nei social il bersaglio è spesso il corpo delle donne, niente di più rassicurante per certi uomini che si sentono potenti solo umiliando e sottomettendo il corpo femminile. La violenza contro le donne che passa nel linguaggio poggia su un contesto fortemente misogino e si traduce facilmente in violenza agita. Il martellamento continuo attraverso social e tv ha normalizzato il trash e il linguaggio sessista, tanto da far scomparire il livello di sopruso e disumanizzazione che producono : attraverso la rete, coperti dall’anonimato, questi individui portano avanti una guerra perenne, dando  sfogo a un disprezzo per le donne che rasenta la brutalità e il reato. 

Bersaglio sono le donne tutte , ma maggiori ‘attenzioni ‘sono riservate a quelle che non stanno al loro posto, quelle che reclamano diritti e rispetto per tutte le differenze e a quelle che - come ci fa notare il senatore Pillon promotore del disegno di legge a suo nome - non sanno tenere insieme la famiglia, anche se subiscono violenza, e quella famiglia ideale non è. 

E’ una guerra contro le donne, che le ferisce e mortifica tutte, e non risparmia gli uomini che provano a cambiare,  contro la quale occorre opporci non trascurando nessun segnale, anche minimo, di prevaricazione e sopraffazione.

 

3 Ottobre 2018: nasce anche a Reggio Emilia il Comitato No-Pillon

3 Ottobre 2018 - Comunicato stampa congiunto

A Reggio Emilia donne appartenenti a diversi movimenti, associazioni, sindacati, istituzioni locali, partiti politici tra cui Nondasola, Nonunadimeno, Iniziativa Laica, CGIL, COBAS, Coordinamento Donne Val D’Enza PD, Sinistra italiana, Potere al Popolo, PD, ARCI, ARCI GAY GIOCONDA, hanno costituito il Comitato NO-PILLON, che ritiene il disegno di legge a firma Pillon non emendabile e ne chiede quindi il ritiro immediato e totale.

Tale disegno di legge, frutto di un’onda montante di insofferenza ai diritti sociali e civili conquistati faticosamente in decenni di lotte per il contrasto al patriarcato e l’autodeterminazione, è del tutto inaccettabile per la sua filosofia di fondo.

E’ un arretramento per le libertà e i diritti civili di tutte e tutti e in particolare per le donne e i bambini. Limita la libertà individuale, limita l’accesso alla giustizia, viola norme costituzionali e numerose disposizioni della Convenzione di Istanbul, della CEDAW con le raccomandazioni allo Stato e la Convenzione di New York sui diritti del fanciullo.

Propone una famiglia unica, ideale, astratta, una famiglia che è imposta come modello ad ogni coppia con figli che si separa. Le coppie saranno obbligate a disciplinare ogni aspetto della propria vita secondo regole rigide e prefissate senza spazio all’autonomia e specificità individuale.

Impone un percorso lungo e complesso che moltiplica tempi e costi creando innumerevoli ostacoli affinché donne e uomini desistano dal separarsi o divorziare, ripristinando di fatto la indissolubilità del matrimonio. Di fatto elimina l’assegno di mantenimento e incrementa il contenzioso tra i coniugi. Tratta i figli come valigie da trasportare tra le case dei genitori, senza mettere in conto la loro stabilità psicologica, il loro benessere come persone in formazione, il concreto rischio di diventare così, sempre più, armi nella contesa tra i genitori.

E’ classista e sessista perché pretende di trattare in modo eguale soggetti diversi per condizioni personali, sociali ed economiche, violando in tal modo in radice l’art. 3 della Costituzione. Non riconosce la violenza, ma ne impedisce l’emersione con strategie specifiche: donne e minori sono ricattati nel caso in cui esplicitino qualsiasi riferimento alla violenza. Mette a rischio le donne che vogliono uscire da relazioni violente.

Costituisce una pesante ingerenza dello Stato nella scelta di vita delle persone.

Nei prossimi giorni il Comitato NO-PILLON, che rimarrà aperto ad altre adesioni e contributi, comunicherà le iniziative in programma, rivolte sia alle istituzioni che alle cittadine e ai cittadini di Reggio e provincia.

Segnaliamo anche la chiamata alla mobilitazione lanciata da D.i.Re (clicca qui)

Ancora sulla violenza sessuale contro le donne

Reggio Emilia, 9 Agosto 2018

Comunicato stampa

Non uscire, non frequentare certi spazi della città, non bere, non dare confidenza, non divertirti, attenta a come ti vesti,  non VIVERE! 

In queste ultime settimane, nel nostro paese e nella nostra città, ancora episodi di violenza sessuale in spazi pubblici a danno delle donne, della loro e della nostra libertà. Ma notizie simili ci arrivano anche da altri paesi europei, che però si stanno muovendo per garantire, nei fatti e non solo a parole, il diritto delle donne a vivere libere dalla violenza. 

“Non tacere, perché se lo fai ti stai lasciando sopraffare. Nessuno dovrebbe passare attraverso questo. Nessuno dovrebbe rimpiangere di aver bevuto qualcosa, di parlare con la gente a una festa, di tornare a casa da solo o di indossare una minigonna”. Queste le parole scritte dalla donna vittima di uno stupro di gruppo, che, in Spagna, ha recentemente suscitato un’ondata di proteste. E, in risposta, il governo socialista di Sanchez sta per introdurre una nuova legge che prevederà il principio del consenso esplicito: se una donna non dice chiaramente sì al rapporto sessuale, quest’ultimo sarà considerato stupro. 

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Giovedì 26 Luglio 2018 ore 20.30 - Una passeggiata silenziosa in solidarietà della ragazza stuprata nella nostra città

Reggio Emilia, 25 Luglio 2018

Comunicato stampa

L’Associazione Nondasola, presidio cittadino contro la violenza alle donne, esce dalla Casa per andare nelle strade e precisamente per segnare con la solidarietà femminile il luogo che ha visto agire una violenza sessuale su una giovane donna domenica scorsa.

Noi che continuiamo a lottare contro la cultura machista che non ha nazionalità, né colore,  vogliamo ribadire con forza che il corpo delle donne non è a disposizione di chiunque e che ogni atto sessuale si fonda sempre e solo sul reciproco consenso.

Infatti Nondasola continua a promuovere una prevenzione che coinvolge ragazze e ragazzi in percorsi esperienziali e di riflessione per rintracciare insieme le radici della cultura dello stupro che si oppone alla cultura della vita.

“Perché io?” “ Perché proprio a me?” “Per nessuna ragione particolare” come ricorda il tiolo di una nostra recente pubblicazione.

Essere donne espone a una violenza che è reato. Ci vuole immaginazione per il cambiamento della relazione tra i sessi, ci vuole immaginazione politica  per una nuova ‘polis’. Riuscire a immaginare una città diversa e un diverso modo di abitarne gli spazi privati e pubblici.

Per questo invitiamo tutti, donne e uomini di questa città, a una passeggiata silenziosa giovedì 26 luglio ore 20.30 partendo da via Petit Bon. 

 

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