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Per non dimenticare la realtà - Comunicato stampa Nondasola

Reggio Emilia, 7 febbraio 2021

"Per non dimenticare la realtà" - Comunicato stampa

Di quale realtà parliamo in un tempo in cui questa tende a coincidere con la sola pandemia? Come Associazione NONDASOLA, che gestisce il Centro Antiviolenza CASA DELLE DONNE, vogliamo portare all’attenzione un’altra realtà spaventosa che investe l’esistenza delle donne e non le fa stare sicure nonostante il confinamento. Si chiama violenza maschile sulle donne, una realtà che uccide con la frequenza funesta di una donna morta ogni tre giorni e che ha visto crescere la sua virulenza nel periodo del lockdown. 

Di pandemia sistemica, inarrestabile, si dovrebbe parlare a proposito della violenza sulle donne, un sopruso che non ha confini e non lascia immuni le generazioni più giovani, tant’è vero che sono molte le giovanissime vittime di partner altrettanto giovani. Lo scorso mese la diciassettenne  Roberta Siragusa è stata uccisa e gettata in un burrone dal fidanzato diciannovenne, Pietro Morreale che ha poi dato alle fiamme il corpo della ragazza. I femicidi da sempre ci parlano di uomini che si avventano con ferocia sul corpo di donne e di figli/figlie. Sono storie che hanno radici in esistenze comuni dove ancora il potere maschile può decidere della vita e della morte delle donne in quanto donne. Sono storie di vite interrotte, di sogni difesi fino all’ultimo, storie di ragazze, di donne che hanno creduto di salvare con l’amore la loro relazione, di vite infantili spezzate. Sempre il gennaio scorso il piccolo Ludovico è stato massacrato con più corpi contundenti, insieme alla madre Teodora Cassanta, dal padre Alexandro Riccio che lo ha finito con una coltellata alla gola. Corpi e esistenze attraversate dalla pandemia della violenza maschile, dove il femicidio è l’esito fatale di un assedio psicologico e fisico che ha scandito le giornate di molte, troppe donne. 

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25 novembre 2020 - La voce di Nondasola sulla stampa locale e nazionale

Diversi sono stati gli spazi dedicati in questi giorni dai media all'Associazione Nondasola che gestisce il centro antiviolenza Casa delle Donne di Reggio Emilia. Come ogni 25 novembre, Nondasola è in prima linea nel promuovere e/o collaborare nella diffusione di conoscenza e pensiero sul tema della violenza maschile sulle donne, ma anche nell'impegno concreto a migliorare le risposte alle donne che scelgono di interrompere situazioni violenza.  

La Gazzetta di Reggio ha ospitato nelle giornate del 24 e 25 novembre diversi contributi a firma di Nondasola che evidenziano gli effetti negativi della pandemia sulle vite delle donne che si trovano in una situazione di violenza e che, nonostante questo, chiedono un sostegno alle operatrici del centro antiviolenza per uscirne e riprendersi la loro vita. 

Leggi la rassegna stampa della Gazzetta, cliccando qui. 

Su Stampa Reggiana un articolo sull'istituzione di un Tavolo tecnico permanente di contrasto alla violenza sulle donne nel Distretto della Bassa Reggiana. In occasione del 25 novembre, la firma del Protocollo operativo da parte di tutti gli 8 comuni dell’Unione Bassa Reggiana, Corpo Unico di Polizia Locale, Servizio sociale comunale, Asl di Guastalla e Associazione Nondasola di Reggio Emilia. Leggi l'articolo. 

Il blog del Corriere della Sera - La27ora - dedica un'intervista alla socia e volontaria di Nondasola Adriana Lusvarghi, impegnata da vent'anni nell'accoglienza alle donne maltrattate. Leggi l'intervista. 

Sul portale del Comune di Reggio Emilia dedicato agli eventi culturali è pubblicato un editoriale a firma dell'Associazione Nondasola che approfondisce il valore dei centri antiviolenza femministi nel riconoscimento pubblico della violenza maschile contro le donne e nell'essere generatori di trasformazione culturale. Leggi l'editoriale. 

"Difficile non arrendersi" - Comunicato stampa Nondasola

Comunicato stampa Associazione Nondasola - 15 settembre 2020

Le vicende di questi giorni riportano alla luce della cronaca la ferocia del maschile sui corpi delle donne. C’è un fratello che pensa di avere l’esclusivo potere sul corpo e sulla vita della sorella e non esita a ucciderla per confermare il suo possesso. Ci sono due ragazzine inglesi in vacanza nei dintorni di Matera, una sera a una festa tranquilla, accompagnate da una sorella adulta di una di loro, che vengono drogate e abusate da un gruppo di ventenni, e a Milano una trentenne viene aggredita e stuprata mentre rientra a casa.

Noi che teniamo aperto da più di venti anni il Centro Antiviolenza Casa delle Donne, e lo scorso anno abbiamo accolto 363 donne, sappiamo quanto la violenza che si abbatte sulle donne prenda di mira il corpo, anche quando si tratta di violenza psicologica. Il corpo delle donne è ancora, nonostante la tanto sbandierata parità, il paradigma di una battaglia che vede il maschile in una posizione di malcelato maschilismo, anzi per molte situazioni di un accanimento che vuole il corpo oggetto delle mire predatorie degli uomini.

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"Di giorno in giorno Lotto" Nondasola verso l'8 Marzo 2020

Reggio Emilia, 06 Marzo 2020

Comunicato stampa

L’8 Marzo si avvicina in una situazione di emergenza globale che sta trasformando la nostra quotidianità e ci limita nel desiderio di essere presenti nello spazio pubblico per affermare il diritto di tutte le donne a vivere libere dalla violenza maschile. 

L’Associazione Nondasola non rinuncia però a prendere parola e lo fa su argomento ancora troppo trascurato: la violenza istituzionale, un tema conosciuto molto bene dalle donne che intraprendono percorsi di uscita dalla violenza e dalle operatrici dei centri che le affiancano. 

Nei percorsi istituzionali accade spesso che siano non riconosciuti o negati i presupposti della violenza, che si metta in discussione la parola della donna, che le sue scelte di vita siano giudicate. La letteratura e ancor meno il legislatore italiano hanno mostrato poca attenzione nei confronti della vittimizzazione secondaria, sebbene questo sia un processo molto importante rispetto alla tutela della coesione sociale. 

In tutti questi anni abbiamo raccolto direttamente molte domande da parte delle donne che ci hanno chiesto aiuto e tante altre le abbiamo sapute leggere tra le righe. Domande legate al bisogno di sapere leggere i propri diritti, di come potersi tutelare, di ottenere risposte per costruire il proprio percorso di uscita dalla violenza. Come ci ricorda Anna, una donna di 43 anni, una persona la puoi ingabbiare ma non le puoi togliere la dignità. La libertà e la dignità sono cose che non si possono togliere. 

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25 novembre 2019 - Al via la campagna di prevenzione di Nondasola rivolta a ragazzi e ragazze

24.11.2019 Comunicato stampa

Ritorna la campagna di prevenzione della violenza maschile sulle donne iniziata due anni fa e promossa dall'Associazione Nondasola con il coinvolgimento di studenti e studentesse. Questa settimana si colora di fucsia con l’affissione, nella maggioranza delle scuole di secondo grado di Reggio Emilia, di due nuovi manifesti: Cosa c’è di strano? Niente! Due affermazioni, scelte tra le tante, raccolte durante l’attività di prevenzione e formazione anche con studenti e studentesse del secondo anno di Scienze dell’educazione di UNIMORE.

Sulla campagna la voce dei/lle ragazzi/e coinvolti/e: 

Abbiamo scelto dei manifesti semplici con frasi dirette per raggiungere lo scopo di mostrare che in amore nulla è da dare per scontato. Ricordiamo che nei manifesti c’è anche un simbolo: un uguale che mette al pari l’uomo e la donna, ma anche stesse gambe che vanno insieme verso una stessa direzione. Gambe che rappresentano una scelta: nessuno prevale sull'altro ma insieme camminano con lo stesso passo. 

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12 Agosto 2019 - Sul femminicidio di Hui Zhou

Comunicato stampa - Associazione Nondasola e Non Una di Meno Reggio Emilia

Il femminicidio commesso giovedì scorso nella nostra città ci addolora enormemente ma non ci sorprende. Si tratta dell'ennesimo efferato atto di violenza commesso contro una donna, Hui Zhou, davanti alle telecamere di sicurezza e a testimoni, come ormai avviene quasi quotidianamente nel nostro Paese.

Non è ancora stato accertato il movente, ma una testata giornalistica ha già definito il fatto come delitto passionale. La passione a giustificare la violenza. Ancora un linguaggio che confonde la violenza con l'amore. Qualsiasi fossero i rapporti tra la giovane donna e il suo assassino e qualsiasi siano le motivazioni che lo hanno spinto a compiere un simile crimine, ci troviamo di fronte a un uomo che è stato capace di un'azione così violenta contro una donna da privarla della sua vita. Ancora una volta abbiamo assistito alla rappresentazione di un uomo che si arroga il diritto di decisioni estreme sulla vita di una donna per sfogare la propria rabbia. Proprio qui sta il punto nodale della violenza maschile. Si uccide per riaffermare il proprio controllo sul corpo della donna, delle donne tutte, sintomo della grave inadeguatezza che connota molti uomini rispetto alla libertà e all'indipendenza femminile.

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