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"Violenza sulle donne. In che stato siamo?" Prosegue la campagna D.i.Re lanciata a Marzo 2020

La campagna “Violenza sulle donne. In che Stato siamo?”, lanciata da D.i.Re – Donne in rete contro la violenza in occasione dell’8 marzo 2020, vuole richiamare l’attenzione delle istituzioni sulle raccomandazioni fatte dal GREVIO e portarne i contenuti a conoscenza dell’opinione pubblica.

A gennaio 2020 il GREVIO, Gruppo di esperte sulla violenza contro le donne del Consiglio d’Europa, ha infatti pubblicato il Rapporto sull'Italia, frutto di due anni di monitoraggio sull'applicazione della Convenzione di Istanbul sulla violenza nei confronti delle donne e sulla violenza domestica nel nostro paese.

Per un anno, ogni mese, la campagna approfondirà una tematica oggetto del Rapporto di monitoraggio Grevio Italia e nel marzo 2021 D.i.Re farà un bilancio sull'impegno concreto dello Stato.

La prime due tappe della campagna affrontano le raccomandazioni del GREVIO relative al sostegno pubblico a centri antiviolenza e case rifugio e alla raccolta dati sulla violenza, entrambi temi che l’emergenza Covid-19 ha evidenziato in tutta la loro importanza.

Guarda il video sul sostegno pubblico ai centri antiviolenza.

Guarda il video sulla raccolta dati

A proposito di dati, la Rete nazionale ha reso noti i numeri delle donne accolte dai centri antiviolenza D.i.Re fino al 3 maggio 2020, offrendo un quadro più completo dell'andamento delle richieste di aiuto durante il periodo peggiore dell'emergenza sanitaria (marzo-aprile). Clicca qui per leggere l'articolo

Dov'è la 'voce delle donne' ai tempi del Covid-19?

Volentieri segnaliamo l'articolo a firma della femminista Monica Lanfranco, pubblicato sul sito di Micromega, il 4 maggio scorso, dal titolo "La voce delle donne". Uno sguardo critico sull'assordante assenza e invisibilità delle donne nei luoghi del potere politico e decisionale in questo tempo così difficile di contenimento e ricostruzione del tessuto civico, sociale, economico, relazionale. Ma anche sul rischio che la campagna #datecivoce, pensata per denunciare questa sotto rappresentanza, rinforzi, in chiave paternalista, la richiesta che siano gli uomini a fare spazio ed 'elargire' qualcosa alle donne. 

Leggi l'articolo, cliccando qui. 

L'emergenza Covid-19 intossica la narrazione della violenza sulle donne

Segnaliamo l'articolo di Nadia Somma, apparso il 2 Aprile scorso su Il Fatto Quotidiano, che evidenzia come le narrazioni che certi media fanno dei femminicidi e della violenza contro le donne suggeriscano quale causa la convivenza forzata imposta in questo periodo di emergenza sanitaria. Occultando, ancora una volta, ciò che è all'origine del comportamento violento ossia un immaginario misogino della relazione tra i sessi, il quale comportamento, può solo essere esasperato dalle restrizioni legate al Coronavirus. 

Leggi l'articolo, cliccando qui. 

Ci sono però anche segnali positivi che cercano di essere al fianco delle donne che subiscono violenza come l'accordo concluso tra Governo e le sigle più rappresentative dell'ambito farmaceutico che impegna le farmacie a divenire presidi informativi per orientare le donne a chiedere aiuto. 

Per approfondire, clicca qui. 

#noicisiamo - La campagna D.i.Re per le donne che subiscono violenza

#noicisiamo è l’hashtag con cui D.iRe diffonde uno spot realizzato per far conoscere alle donne che potrebbero subire violenza in questi giorni di forzata convivenza con partner maltrattanti quando chiamare in sicurezza e come trovare il numero di telefono del centro antiviolenza D.i.Re più vicino. 

A Reggio Emilia l'Associazione Nondasola che gestisce il centro antiviolenza Casa delle Donne, ed è parte della rete D.i.Re, c'è per tutte quelle donne che vorranno chiedere sostegno, ascolto, aiuto per fronteggiare una situazione di violenza. 

Guarda il servizio su Nondasola che Telereggio ha mandato in onda il 29 marzo 2020, cliccando qui. 

Guarda lo spot D.i.Re, cliccando qui. 

25 Marzo 2020 - La violenza domestica ai tempi del Covid19

25 Marzo 2020 - COMUNICATO STAMPA

Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna riporta le preoccupazioni per le donne che subiscono violenza ai tempi dell’emergenza sanitaria

Se sottostare alle limitazioni imposte per prevenire la diffusione del Covid-19 è difficoltoso per tutti, lo è ancora di più per le donne che subiscono o hanno subito violenza. Durante questa reclusione forzata le donne sono esposte a un maggior controllo da parte dell’autore di maltrattamenti, innalzando il rischio per la loro incolumità. La chiusura delle scuole e dei centri diurni per anziani e persone non autosufficienti, da una parte aumenta il carico di lavoro di cura, e dall'altra rende maggiormente problematico l’allontanamento. 

I centri del Coordinamento vogliono far sapere a tutte le donne che possono uscire di casa per chiedere aiuto per motivi di violenza, portando con sé un'autocertificazione che compileranno solo nel momento dei controlli, dato che - anche nelle parole della ministra Elena Bonetti, si tratta di una situazione di necessità. Auspicano pertanto la massima attenzione e collaborazione da parte delle Forze dell’ordine preposte ai controlli in questi giorni perché facilitino le donne costrette ad allontanarsi da casa per motivi legati a violenza nelle relazioni di intimità. 

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24 Marzo 2020 D.i.Re scrive al Governo chiedendo un intervento sinergico a livello nazionale

Dopo la lettera alla Ministra per le Pari Opportunità Bonetti, la rete nazionale dei centri antiviolenza D.i.Re lancia il suo nuovo appello al Governo e al Parlamento perchè metta in campo interventi sinergici a livello nazionale a sostegno delle donne che subiscono violenza e dei centri antiviolenza. Di seguito il comunicato stampa. 

I Centri Antiviolenza, ancora una volta, sono in prima linea nel rispondere alle necessità delle donne che subiscono violenza.

L’azione di prevenzione della violenza e di aiuto alle donne che la subiscono va certamente incrementata con ogni mezzo possibile. A maggior ragione in questo momento occorre far sapere a ogni donna che i Centri sono operativi, che l’aiuto è possibile, che le reti esistono e che nessuna di noi intende recedere dal proprio lavoro quotidiano e costante in loro favore.

I centri antiviolenza della rete D.i.Re si sono tutti organizzati in modo da garantire:

  • reperibilità telefonica, nella maggioranza dei casi H24;
  • sostituzione dei colloqui previsti nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza, compresi quelli con psicologhe e/o avvocate, sostituiti ove possibile con colloqui telefonici e Skype;
  • incontri di persona in sede, in particolare per i casi di emergenza, nel rispetto delle disposizioni per la prevenzione del contagio.

Le case rifugio dei centri antiviolenza della rete D.i.Re sono tutte attive, in parte già al completo, e le operatrici continuano a sostenere le donne e i/le loro figli/e ospiti. 

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