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Roia sui femminicidi "Troppa sottovalutazione delle denunce delle donne che subiscono violenza"

Segnaliamo su Il Fatto Quotidiano l'intervento del magistrato Roia, che risale a più di un anno fa ma oggi più che mai attuale anche alla luce della recente approvazione del Codice Rosso.

Leggi qui. 

La violenza sulle donne non va in vacanza..

Ancora un'altra donna uccisa dal marito, da cui si stava separando, ancora un'altra figlia, di soli 10 anni, a chiamare aiuto dopo aver trovato la madre morta. E' successo a Cisterna di Latina, già teatro di altre efferate violenze maschili, il 9 giugno scorso. Leggi l'articolo su Reppubblica. A soli due giorni dall'uccisione, per mano dell'ex convivente, di una donna nel vicentino. 

Del resto, risulta inutile, ancorchè particolarmente odioso, commuoversi o indignarsi di fronte a questa 'carrellata degli orrori' se non si riesce a cogliere chiaramente il nesso tra questi singoli atti di potere sulla vita delle donne e ciò che quotidianamente attraversa il nostro sguardo e le nostre orecchie relativamente alle relazioni tra uomini e donne. Ricacciate tenacemente in rappresentazioni trite, svilenti, e profondamente violente verso il femminile libero, autodeterminato. Rappresentazioni a cui tante relazioni (in carne e ossa) rifiutano di sottostare ma che continuano a intossicarci. Gli applausi, le risate, la complicità che le tante 'battute' sessiste di Vittorio Sgarbi hanno ricevuto a Reggio Emilia, lo confermano. Leggi l'articolo di Scansani sulla Gazzetta di Reggio. 

"Ti ho dedicato tutta la mia vita. Ti amo." Sul femminicidio di Ragusa.

Segnaliamo un articolo apparso sulla rivista web Noidonne.org che riflette sul gesto di un marito, Simone Cosentino, che, il 29 aprile scorso, ha ucciso a Marina di Ragusa la moglie Alice, dichiarando poco prima sui social il suo grande amore per lei e, allo stesso tempo, lasciando che fossero le due figlie piccole a trovare il corpo della madre senza vita. 

Leggi l'articolo. 

Verso lo sciopero globale del #lottomarzo 2019

Si avvicina la mobilitazione globale #verso lotto marzo promossa dal movimento femminista Non Una di Meno, a cui anche la rete nazionale dei centri antiviolenza aderisce. 

Leggi qui il comunicato stampa di lancio dello sciopero. 

Segnaliamo poi un interessante articolo della femminista Lea Melandri che propone interrogativi e riflessioni su cosa intendiamo per “fare politica” e, in particolare, su come affrontare lo sciopero dell’8 marzo, “una giornata senza di noi”. Leggi qui. 

Un tema dello sciopero sarà il Ddl Pillon, disegno di legge con cui il Governo cerca di ri-affermare una concezione tradizionale e patriarcale di famiglia, lesiva dei diritti delle donne e in aperto contrasto con la Convenzione di Istanbul. A tal proposito segnaliamo un articolo di Luisa Betti, leggi qui

 

Il ddl Pillon e la sindrome di alienazione parentale (PAS)

Segnaliamo un articolo comparso su Noidonne che mette in luce la pericolosità della teoria relativa alla Pas (sindrome di alienazione parentale), su cui si fondano alcuni degli articoli contenuti nel Ddl Pillon in discussione al Senato.

Una teoria che non ha mai ricevuto validità scientifica e che assume che il rifiuto da parte di un/a figlio/a ad incontrare un genitore (solitamente il padre) sia causato dalla volontà dell'altro genitore (solitamente la madre) di screditarlo. Mentre nella maggioranza dei casi, il motivo è la paura per la violenza subita dalla madre e assistita dai figli/e.

Leggi l'articolo.  

"Codice Rosso", una misura legislativa contraddittoria

Approvato il 28 novembre scorso dal Consiglio dei Ministri il disegno di legge «Codice Rosso» a firma della Ministra della Pubblica Amministrazione Bongiorno, e del ministro della Giustizia Bonafede. Un provvedimento che modifica il Codice di procedura penale in cinque punti, basandosi sul riconoscimento dell'urgenza nella trattazione dei reati di violenza subiti dalle donne e prevedendo quindi 'iter' accellerati per forze di polizia e procure.

In linea di principio un atto opportuno, se non fosse per l'orientamento di un Governo che, in materia di diritti e libertà delle donne, si sta muovendo in tutt'altra direzione. 

Leggi l'articolo sul Manifesto di Shendi Veli e il comunicato stampa di D.i.Re.  

Segnaliamo anche l'analisi di Guido Viale sul Manifesto sul contesto politico e sociale che ancora oggi resta dominato da rapporti di potere a svantaggio delle donne, ma forse qualcosa si sta 'agitando'...

 

 

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