In dialogo con gli uomini

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In dialogo con gli uomini

Ancora sulla violenza sessuale... uno sguardo maschile

Segnaliamo un interessante articolo scritto da Stefano Ciccone, dell'Associazione Maschile Plurale, e pubblicato su Il Manifesto il 20 ottobre scorso, che mette in luce l'uso strumentale dei dati relativi ai tanti episodi di violenza sessuale ai danni delle donne, per fini di politica securitaria, razzista e xenofoba. Cosa, invece, ci possono dire di altro e diverso quei dati? 

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E del resto appaiono altrettanto strumentali alcune letture sui recenti svelamenti di molestie o violenza sessuali da parte di donne dello spettacolo, che tendono a minimizzare o enfatizzare la responsabilità femminile per non essersi sottratte e aver atteso tanti anni per denunciare. Il punto di vista di Letizia Paolozzi sul tema.   

"Prima della violenza" L'appello di Maschile plurale per una giornata nazionale contro la violenza maschile

La rete di uomini Maschile Plurale lancia l'appello "Prima della violenza" a tutti gli uomini che vogliono trasformare l'indignazione in opportunità di cambiamento, che desiderano al breve tempo mediatico della condanna e del cordoglio sostituire il tempo lento della riflessione, del dialogo, dell'ascolto e dell'interrogazione. Per promuovere una giornata nazionale, in autunno, che sia testimonianza incarnata di maggiore consapevolezza maschile che la violenza sulle donne chiama in causa ogni uomo. 

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Il femminicidio visto da Michele Serra, giornalista di Repubblica

La satirica e pungente penna di Repubblica, Michele Serra, scrive alcune riflessioni interessanti, dal punto di vista maschile, sul femminicidio, una 'pratica' il cui movente è da ricercarsi prima di tutto nell'immaginario culturale e che deve interrogare soprattutto la politica, ancor prima delle dottrine criminologiche, antropologiche o psichiche. 

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Un primo bilancio sulle esperienze con gli uomini maltrattanti

Stefano Ciccone, membro dell'Associazione Maschile Plurale, interviene con un interessante articolo nel dibattito pubblico relativamente alle esperienze condotte in Italia con gli uomini autori di violenza sulle donne. Un occhio critico quello di Ciccone che, pur salutando con favore i passi in avanti verso una maggior consapevolezza della necessità di intervenire sui maltrattanti, mette in guardia dagli errori che potrebbero derivare da approcci che non colgono la complessità del fenomeno violenza nella sua dimensione politica, culturale e relazionale. 

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Femminicidio: termine da abolire?

Ci trova concordi la risposta del giornalista e scrittore Beppe Sebaste all'articolo del suo collega Guido Ceronetti, apparso sul quotidiano Repubblica, il 27 Dicembre, il quale chiede di abolire il termine 'femminicidio', che degraderebbe le donne a ciò che "in natura è di genere femminile' e quindi alle sole funzioni della riproduzione e dell'allattamento. 

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Di cosa parliamo (noi maschi) quando parliamo di femminicidio

In un articolo su Europa, il filosofo Christian Raimo, si interroga, come maschio, sulla violenza di genere sulle donne e sul femminicidio. Rivendicando il principio femminista del 'partire da sè' quale chiave di lettura del fenomeno, riflette sull'impossibilità di poter distinguere tra i 'maschi maltrattatori e mostri' e i 'maschi per bene, istruiti, educati alla non violenza'. Esiste piuttosto una 'zona grigia' dell'essere maschi legata all'incapacità di accettare un rifiuto o un abbandono, di convivere con la libertà femminile, che, solo in certi casi si esprime agendo violenza contro la donna, ma che non può non chiamare in causa tutti gli uomini, date le cause culturali, sociali e storiche che ne sono alla base.

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