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"Non più vittime del silenzio", uno spettacolo di danza intenso e commovente di prevenzione della violenza sulle donne

Venerdì 24 e sabato 25 Marzo al Teatro La Cavallerizza è stato presentato lo spettacolo di danza “Non più vittime del silenzio” nell'ambito del progetto Leggere per Ballare, frutto di una collaborazione tra Federazione Nazionale Associazioni Scuole di Danza, Assessorato Pari Opportunità e Associazione Nondasola.  Allievi e allieve delle diverse scuole di danza sotto la regia di Arturo Cannistrà hanno dato vita allo spettacolo inteso alla prevenzione della violenza maschile sulle donne a partire da testi classici e contemporanei dove la violenza nei riguardi delle donne appare  invisibile, invisibilità che si accompagna di solito a una scarsa documentazione storica, a una cancellazione del soggetto  femminile che già di per sé è violenza.

Cosa c’è di più comunicativo dell’incrocio tra le diverse arti (anche la musica ha qui un posto di rilievo) per un’attività di prevenzione che mostrando la vulnerabilità  e nel contempo la forza dei corpi femminili, mette  in discussione ruoli fissi e modelli stereotipati? Qui l’alleanza tra chi balla - ispirandosi a testi quali La Divina Commedia, I Promessi Sposi, Otello e Desdemona, La Ciociara, e altri - e i giovani spettatori e spettatrici che se li ritrovano come fosse la prima volta,  è decisiva per avviare una lettura critica e una riflessione trasformativa.

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Quando uno stupro interroga la solidarietà femminile

Vogliamo comunicare la nostra vicinanza alla ragazza di 17 anni di Rimini per il difficile e doloroso percorso di consapevolezza, ricostruzione e rafforzamento dell' identità che deve affrontare in seguito alla violenza subita nel bagno di una discoteca qualche mese fa.

Ma soprattutto vogliamo a lei testimoniare la nostra solidarietà di donne dal momento che leggiamo da articoli di stampa nazionale che “le amiche mentre si consuma la violenza, riescono ad arrampicarsi nella toilette di fianco e riprendono la scena con il cellulare…Come sottofondo, le risate di chi sta filmando, come se si trattasse di uno scherzo di poco conto”.

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A un mese dalla scomparsa di Marta...

Le parole di una socia di Nondasola per ricordare Marta Ligabue, scomparsa il 23 luglio scorso, dopo vent'anni trascorsi, come operatrice volontaria, a sostegno delle donne che si sono ricostruite una vita libera dalla violenza. 

Quasi volata nel suo firmamento Marta ha donato il suo testamento: qual è l'enigma, qual è l'arcano del nostro tenerci così per mano, del nostro vivere dentro il dolore con la passione che è quasi amore? Resta il mistero come il conflitto possa anche essere da noi risolto semplicemente dandoci ascolto. Resta il mistero di non mollare quando vorremmo lasciare andare. Resta il mistero del suo angolino, non per non esserci, ma per star più vicino. Questo mistero lei ci ha la lasciato, quasi volata in un cielo stellato. 

(Foto: Scuola di politica dei centri antiviolenza - Marzo 2015)

San Martino in Rio: un impegno concreto del nuovo Consiglio comunale contro la violenza sulle donne

In occasione della cerimonia di insediamento del nuovo Consiglio comunale di San Martino in Rio, i consiglieri neo-eletti hanno proposto di devolvere il gettone di presenza della seduta all'Associazione Nondasola, quale segnale forte di impegno nel contrasto alla violenza maschile sulle donne. Un fenomeno, che, oltre ai numerosi e atroci femminicidi delle ultime settimane, continua a negare diritti e libertà a tante donne del nostro territorio, come confermano i dati delle donne accolte dal nostro centro antiviolenza. 

Se il feminicidio suscita solo indignazione...

L’indignazione di fronte ai femicidi – troppi – non basta. E’ una silenziosa e sanguinosa strage alimentata da una cultura in cui l’amore si coniuga con la possessione e allora tutto diventa possibile anche massacrare la fidanzata, la compagna, la madre dei nostri figli perché intende lasciarci.

Possiamo cambiare la cultura che porta ai femicidi. Occorre uscire allo scoperto e dir-ci che noi adulti, tutte e tutti, facciamo parte di questo umano consorzio,  che i mostri e le vittime nascono dentro le nostre relazioni, che non è l’amore che è malato, sono malate le nostre proiezioni e le nostre viltà. Occorre che ci sia un NOI che prenda a cuore la relazione maschile femminile, che in questa relazione investa, per non continuare a farci derubare della libertà di autodeterminarci. 

Condividiamo anche l’articolo di Bia Sarasini sul Manifesto e di Chiara Saraceno su Repubblica

"Tangoliberatutte" percorsi di uscita dalla violenza a passo di tango

Ancora una volta la creatività e la tenacia delle donne hanno creato opportunità e possibilità per altre donne. Grazie ai fondi raccolti con il progetto biennale “Tangoliberatutte”, ideato e voluto da Donata Bisi, Rossana Capasso e Simona Turci, la nostra Associazione ha sostenuto, con maggior agio, i percorsi di autonomia delle donne ospiti nella nostra struttura di post-ospitalità (in media 5 all'anno), l’aiuto ai loro figli e figlie per il sostegno scolastico, educativo e ricreativo, la realizzazione di momenti di socializzazione e di conoscenza delle risorse del territorio.

A fianco di queste opportunità concrete, che hanno messo le donne nelle condizioni di ricostruirsi una vita per sé e i loro figli, resta altrettanto ‘tangibile’ il guadagno di libertà e desiderio di queste donne, che è il guadagno di tutte noi. 

 

 

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