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Dal Palazzo alla Piazza: la manifestazione di Non Una di Meno a Roma

25.11.2017 - Notizie dalla manifestazione del 25.11 a Roma 

Ancora in tante per le strade di Roma, una grande manifestazione per dire agli uomini che la nostra libertà non si tocca. A cui anche Nondasola, insieme a NUDM Reggio ha partecipato. 

La vivacità, la condivisione e la gioia di essere di nuovo insieme era tanta che ci siamo lasciate trasportare dalla grande marea di canti, musica, balli e colori che aumentava sempre più. Una marea di palloncini fucsia, tanti anche con i nomi delle donne che non ci sono più, a ricordarci come la violenza distrugge la vita delle donne. 

L'informazione è stata molto reticente, nei giorni precedenti non ha quasi parlato della manifestazione e questo non ha certamente aiutato. La delusione iniziale, per un numero di presenze inferiore a quello dell'anno precedente, è rientrata vedendo tante giovani donne che fanno ben sperare per un futuro cambiamento. C'erano anche diversi uomini e tanti bambini e bambine, tanta gente ai bordi delle strade a guardare una grande manifestazione contro la violenza e l'oppressione maschile sulle donne senza che ci fosse minimamente nessun atto provocatorio e offensivo, una manifestazione pacifica, come hanno sempre fatto le donne, per dire basta alla violenza maschile in modo chiaro e preciso, basta sul lavoro, nelle case, per strada, sul nostro corpo. Parole decise per dire che è necessario, ora, un radicale cambiamento della politica e della cultura.

Leggi l'articolo di Alessandra Pigliaru e l'editoriale di Norma Rangeri sul Manifesto 

Leggi l'articolo su Noidonne relativo al Piano Femminista di NUDM

25 novembre 2017: la forza e la voce delle donne anima la Camera dei Deputati

25 novembre 2017, Roma

Milletrecento donne alla Camera dei Deputati grazie all'invito di Laura Boldrini. L'incontro si è aperto con le parole della Presidente "Una presenza così imponente, qui a Montecitorio ha un senso che non può sfuggire a nessuno: le donne italiane hanno bisogno di attenzione e ascolto. Per raccontare la violenza subita, certo, ma anche per raccontare la loro storia di riscatto. Per mostrare la loro forza"

Poi si sono susseguite le testimonianze di donne vittime di violenza: dalla dottoressa stuprata durante un turno di guardia medica di notte a quella picchiata e poi tormentata dal fidanzato diventato stalker, a quella della madre la cui figlia è stata oggetto di bullismo sul web tanto da suicidarsi, e tante altre che hanno messo in luce aspetti ingiustificabili anche delle nostre istituzioni. Lentezze, sconti di pena che sembrano incomprensibili, misure precauzionali risibili, decisioni della magistratura difficili da capire, abusi non puniti, omissioni, leggerezze. Tante le voci, coraggiose, forti e commosse, che hanno preso parola sulla violenza subita - fisica, morale, sessuale; hanno denunciato la burocrazia e il maschilismo che rallentano la giustizia, al pari della scarsa comprensione del dolore di chi è stata violentata, hanno richiesto protezione alla parte sana delle istituzioni così come il riconoscimento della violenza senza colpevolizzare le vittime. 

Su tutto un indicibile e sconvolgente dolore che entrava nell'animo di tutte noi. Condivisione, applausi fortissimi per far sentire la nostra vicinanza, lunghi e rispettosi silenzi all'ascolto di storie di donne, tangibili, affidate a parole che pungevano. Un'esperienza molto forte e s-coinvolgente. Un'esperienza dal valore simbolico altissimo. 

Un'atmosfera di grande solidarietà, forza, coraggio, dignità, determinazione. Emozioni che avvolgono, e altrettanto vivificano e incoraggiano a impegnarsi sempre di più a contrastare la violenza sulle donne. Noi c’eravamo e ci siamo.

Clicca qui per ascoltare tutta la diretta di #Inquantodonna

Leggi un bell'articolo di Daniela Preziosi sull'evento. 

"La violenza maschile ha tante facce", la riflessione di Nondasola sulla violenza che continua a colpire la libertà delle donne

Reggio Emilia, 5 agosto 2017

Ogni due/tre giorni notizie di donne ammazzate da mariti, compagni o ex, di giovanissime abusate, di violenze sessuali non riconosciute, di stupri di gruppo. I quotidiani nazionali  ci raccontano violenze inaudite che danno l’idea di quante facce e quante modalità può avere la violenza maschile. Una violenza che diventa parte della nostra quotidianità, frutto di un maschilismo sempre più feroce e di una misoginia che non solo odia le donne, ma vuole distruggerle mischiando le carte per fare apparire ciò che non è.

Guardiamo da vicino cosa riportano in questi giorni i media: una quindicenne viene stuprata da un gruppo convocato dal suo ex fidanzatino, quattro dei violentatori sono minorenni; una giovane donna di 21 anni viene uccisa dal fidanzato. La  richiesta di risarcimento per gli orfani di una donna uccisa che aveva inutilmente  denunciato il suo aggressore 12 volte alla procura della Repubblica di Caltagirone viene respinta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.  Ultima perla, non c’è violenza sessuale senza un contatto fisico con la vittima: è la sentenza di una giudice di Torino nei confronti di un uomo che si era masturbato in autobus e aveva eiaculato contro la gamba di una donna.

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"Non più vittime del silenzio", uno spettacolo di danza intenso e commovente di prevenzione della violenza sulle donne

Venerdì 24 e sabato 25 Marzo al Teatro La Cavallerizza è stato presentato lo spettacolo di danza “Non più vittime del silenzio” nell'ambito del progetto Leggere per Ballare, frutto di una collaborazione tra Federazione Nazionale Associazioni Scuole di Danza, Assessorato Pari Opportunità e Associazione Nondasola.  Allievi e allieve delle diverse scuole di danza sotto la regia di Arturo Cannistrà hanno dato vita allo spettacolo inteso alla prevenzione della violenza maschile sulle donne a partire da testi classici e contemporanei dove la violenza nei riguardi delle donne appare  invisibile, invisibilità che si accompagna di solito a una scarsa documentazione storica, a una cancellazione del soggetto  femminile che già di per sé è violenza.

Cosa c’è di più comunicativo dell’incrocio tra le diverse arti (anche la musica ha qui un posto di rilievo) per un’attività di prevenzione che mostrando la vulnerabilità  e nel contempo la forza dei corpi femminili, mette  in discussione ruoli fissi e modelli stereotipati? Qui l’alleanza tra chi balla - ispirandosi a testi quali La Divina Commedia, I Promessi Sposi, Otello e Desdemona, La Ciociara, e altri - e i giovani spettatori e spettatrici che se li ritrovano come fosse la prima volta,  è decisiva per avviare una lettura critica e una riflessione trasformativa.

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Quando uno stupro interroga la solidarietà femminile

Vogliamo comunicare la nostra vicinanza alla ragazza di 17 anni di Rimini per il difficile e doloroso percorso di consapevolezza, ricostruzione e rafforzamento dell' identità che deve affrontare in seguito alla violenza subita nel bagno di una discoteca qualche mese fa.

Ma soprattutto vogliamo a lei testimoniare la nostra solidarietà di donne dal momento che leggiamo da articoli di stampa nazionale che “le amiche mentre si consuma la violenza, riescono ad arrampicarsi nella toilette di fianco e riprendono la scena con il cellulare…Come sottofondo, le risate di chi sta filmando, come se si trattasse di uno scherzo di poco conto”.

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A un mese dalla scomparsa di Marta...

Le parole di una socia di Nondasola per ricordare Marta Ligabue, scomparsa il 23 luglio scorso, dopo vent'anni trascorsi, come operatrice volontaria, a sostegno delle donne che si sono ricostruite una vita libera dalla violenza. 

Quasi volata nel suo firmamento Marta ha donato il suo testamento: qual è l'enigma, qual è l'arcano del nostro tenerci così per mano, del nostro vivere dentro il dolore con la passione che è quasi amore? Resta il mistero come il conflitto possa anche essere da noi risolto semplicemente dandoci ascolto. Resta il mistero di non mollare quando vorremmo lasciare andare. Resta il mistero del suo angolino, non per non esserci, ma per star più vicino. Questo mistero lei ci ha la lasciato, quasi volata in un cielo stellato. 

(Foto: Scuola di politica dei centri antiviolenza - Marzo 2015)

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