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"La violenza maschile ha tante facce", la riflessione di Nondasola sulla violenza che continua a colpire la libertà delle donne

Reggio Emilia, 5 agosto 2017

Ogni due/tre giorni notizie di donne ammazzate da mariti, compagni o ex, di giovanissime abusate, di violenze sessuali non riconosciute, di stupri di gruppo. I quotidiani nazionali  ci raccontano violenze inaudite che danno l’idea di quante facce e quante modalità può avere la violenza maschile. Una violenza che diventa parte della nostra quotidianità, frutto di un maschilismo sempre più feroce e di una misoginia che non solo odia le donne, ma vuole distruggerle mischiando le carte per fare apparire ciò che non è.

Guardiamo da vicino cosa riportano in questi giorni i media: una quindicenne viene stuprata da un gruppo convocato dal suo ex fidanzatino, quattro dei violentatori sono minorenni; una giovane donna di 21 anni viene uccisa dal fidanzato. La  richiesta di risarcimento per gli orfani di una donna uccisa che aveva inutilmente  denunciato il suo aggressore 12 volte alla procura della Repubblica di Caltagirone viene respinta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.  Ultima perla, non c’è violenza sessuale senza un contatto fisico con la vittima: è la sentenza di una giudice di Torino nei confronti di un uomo che si era masturbato in autobus e aveva eiaculato contro la gamba di una donna.

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"Non più vittime del silenzio", uno spettacolo di danza intenso e commovente di prevenzione della violenza sulle donne

Venerdì 24 e sabato 25 Marzo al Teatro La Cavallerizza è stato presentato lo spettacolo di danza “Non più vittime del silenzio” nell'ambito del progetto Leggere per Ballare, frutto di una collaborazione tra Federazione Nazionale Associazioni Scuole di Danza, Assessorato Pari Opportunità e Associazione Nondasola.  Allievi e allieve delle diverse scuole di danza sotto la regia di Arturo Cannistrà hanno dato vita allo spettacolo inteso alla prevenzione della violenza maschile sulle donne a partire da testi classici e contemporanei dove la violenza nei riguardi delle donne appare  invisibile, invisibilità che si accompagna di solito a una scarsa documentazione storica, a una cancellazione del soggetto  femminile che già di per sé è violenza.

Cosa c’è di più comunicativo dell’incrocio tra le diverse arti (anche la musica ha qui un posto di rilievo) per un’attività di prevenzione che mostrando la vulnerabilità  e nel contempo la forza dei corpi femminili, mette  in discussione ruoli fissi e modelli stereotipati? Qui l’alleanza tra chi balla - ispirandosi a testi quali La Divina Commedia, I Promessi Sposi, Otello e Desdemona, La Ciociara, e altri - e i giovani spettatori e spettatrici che se li ritrovano come fosse la prima volta,  è decisiva per avviare una lettura critica e una riflessione trasformativa.

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Quando uno stupro interroga la solidarietà femminile

Vogliamo comunicare la nostra vicinanza alla ragazza di 17 anni di Rimini per il difficile e doloroso percorso di consapevolezza, ricostruzione e rafforzamento dell' identità che deve affrontare in seguito alla violenza subita nel bagno di una discoteca qualche mese fa.

Ma soprattutto vogliamo a lei testimoniare la nostra solidarietà di donne dal momento che leggiamo da articoli di stampa nazionale che “le amiche mentre si consuma la violenza, riescono ad arrampicarsi nella toilette di fianco e riprendono la scena con il cellulare…Come sottofondo, le risate di chi sta filmando, come se si trattasse di uno scherzo di poco conto”.

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A un mese dalla scomparsa di Marta...

Le parole di una socia di Nondasola per ricordare Marta Ligabue, scomparsa il 23 luglio scorso, dopo vent'anni trascorsi, come operatrice volontaria, a sostegno delle donne che si sono ricostruite una vita libera dalla violenza. 

Quasi volata nel suo firmamento Marta ha donato il suo testamento: qual è l'enigma, qual è l'arcano del nostro tenerci così per mano, del nostro vivere dentro il dolore con la passione che è quasi amore? Resta il mistero come il conflitto possa anche essere da noi risolto semplicemente dandoci ascolto. Resta il mistero di non mollare quando vorremmo lasciare andare. Resta il mistero del suo angolino, non per non esserci, ma per star più vicino. Questo mistero lei ci ha la lasciato, quasi volata in un cielo stellato. 

(Foto: Scuola di politica dei centri antiviolenza - Marzo 2015)

San Martino in Rio: un impegno concreto del nuovo Consiglio comunale contro la violenza sulle donne

In occasione della cerimonia di insediamento del nuovo Consiglio comunale di San Martino in Rio, i consiglieri neo-eletti hanno proposto di devolvere il gettone di presenza della seduta all'Associazione Nondasola, quale segnale forte di impegno nel contrasto alla violenza maschile sulle donne. Un fenomeno, che, oltre ai numerosi e atroci femminicidi delle ultime settimane, continua a negare diritti e libertà a tante donne del nostro territorio, come confermano i dati delle donne accolte dal nostro centro antiviolenza. 

Se il feminicidio suscita solo indignazione...

L’indignazione di fronte ai femicidi – troppi – non basta. E’ una silenziosa e sanguinosa strage alimentata da una cultura in cui l’amore si coniuga con la possessione e allora tutto diventa possibile anche massacrare la fidanzata, la compagna, la madre dei nostri figli perché intende lasciarci.

Possiamo cambiare la cultura che porta ai femicidi. Occorre uscire allo scoperto e dir-ci che noi adulti, tutte e tutti, facciamo parte di questo umano consorzio,  che i mostri e le vittime nascono dentro le nostre relazioni, che non è l’amore che è malato, sono malate le nostre proiezioni e le nostre viltà. Occorre che ci sia un NOI che prenda a cuore la relazione maschile femminile, che in questa relazione investa, per non continuare a farci derubare della libertà di autodeterminarci. 

Condividiamo anche l’articolo di Bia Sarasini sul Manifesto e di Chiara Saraceno su Repubblica

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