news Da LIBERAZIONE 02/10/2007 La verità più inquietante Perché tutti quei delitti dietro il muro perbenista? Lea Melandri [ Inserito da Ass.Nondasola il 03/10/2007 ]
Argomento E' così che l'abnorme, l'osceno, l'imprevisto, facendosi esterno, "straniero" alla situazione da cui ha origine, viene opportuno e benefico a sollevare da ogni responsabilità collettiva, da interrogativi diversi da quelli processuali. Bruno Vespa, il gran cerimoniere di tutte le stagioni, di tutti i fatti e misfatti, ricostruisce a Porta a Porta la scena del delitto con puntigliosa dovizia di particolari, chiama i suoi esperti a far concorrenza a giudici e avvocati, appronta uno spettacolo e una audience assicurata per un discreto numero di sere. Perché arrivi agli spettatori un sia pur passeggero brivido per il perverso cinismo che passa in questo "normale" intrattenimento, occorre aspettare Luciana Littizzetto o qualche altra lucida scheggia di ironia. E ben vengano i comici, se, oltre a farci ridere, riescono a scoperchiare per un momento i sepolcri imbiancati del conformismo, dell'arroganza, della manipolazione irresponsabile di verità evidenti. Evidente è che gli uomini violentano e uccidono le donne: non sono i malati di mente, i marginali, i pezzenti, i teppisti, i criminali noti, ma giovani "normali", rispettosi e avviati a buona carriera. Evidente è che il luogo primo di questo femminicidio è la casa, la famiglia, il luogo che sta in cima ai "valori" della retorica di destra, ma anche delle politiche sociali di una parte della sinistra, senza che nessuno si chieda se la violenza non nasca proprio da lì, da quei lacci famigliari che, istituzionalizzando l'infanzia, perpetuano al medesimo tempo lo sfruttamento del lavoro femminile gratuito, la lontananza delle donne dalla sfera pubblica, la subordinazione al potere maschile dato come "naturale", l'ideologia che le vuole eternamente madri. "La violenza contro le donne -ha scritto Marco Deriu- "parla sempre più di una mancata elaborazione e di un affanno maschile di fronte a una libertà femminile, piuttosto che di un potere maschile e di una sottomissione femminile". Se è sicuramente vero che la crescita di autonomia delle donne è sentita come una minaccia, per chi ha creduto finora di poter disporre del loro corpo e della loro dedizione incondizionata, chi, se non gli uomini stessi -a partire da quelli che rivestono posti di potere, di visibilità, di autorevolezza e di ascolto pubblico-, può cominciare a smascherare la falsa naturalezza di un dominio che si è fatto forte finora della separazione tra famiglia e società, della divisione sessuale del lavoro, del silenzio storico delle donne, o della loro difficoltà a farsi ascoltare, e che ancora oggi, astutamente, vorrebbe far passare la violenza di genere come un problema di "sicurezza"? Se il re ormai è nudo, i suoi imbanditori la fanno ancora da protagonisti sulla scena pubblica, e non c'è da meravigliarsi se la gente non riesce più a distinguere i paladini degli oppressi dagli oppressori. C'è almeno un caso in cui la confusione è totale, ed è la violenza sessista.
Nessuna foto inserita

Indietro

BLOCK NOTES
Progetto " COntro la violenza OPportunità per le donne"
Progetto Microcredito

Mai più violenza sulle donne!
Non condividiamo
Lettere di donne
Siamo noi...
Sportello lavoro

ASSOCIAZIONE NONDASOLA donne insieme contro la violenza - credit
news