news COMUNICATO STAMPA [ Inserito da Ass.Nondasola il 21/02/2006 ]
Argomento Di una ragazzina di 14 anni, V.S. di Cagliari, lasciata sola di fronte alla violenza del suo patrigno, noi dovremmo parlare per chiederci come aiutarla ad uscire dal dramma di essere stata abusata proprio da colui che avrebbe dovuto prendersene cura. E invece non solo la lasciamo sola ma la condanniamo perché non più vergine a sentire su di sé la ferocia di una sentenza degradante che accresce la violenza subita e contribuisce a rubarle del tutto la dignità. “Non è vergine, lo stupro è meno grave” questa la sentenza che la terza sezione penale della Corte di Cassazione ha emesso in seguito al ricorso di un uomo di 40 anni di Cagliari condannato a tre anni e quattro mesi di reclusione per violenza sessuale e minacce nei confronti della figlia quattordicenne della sua convivente. Il giudizio morale che sottende il verdetto spazza via in un sol colpo la legge sulla violenza sessuale e priva noi donne, tutte noi, più o meno giovani, dei nostri corpi che non ci appartengono più, dei quali altri hanno il controllo e lo sanciscono, riportando in primo piano la verginità come limite per dire se un corpo di donna è ancora ‘integro’e va difeso oppure è da buttare insieme al senso di sé, all’affettività e alla dignità che ogni corpo esprime. Si instaura così una “morale virile”, in cui le donne non entrano che a titolo di oggetti o al massimo di partner che è opportuno formare, educare e sorvegliare. Come se il corpo delle donne fosse ancora ‘da redimere’ e i soli maschi ne avessero la facoltà. Come se invano avessimo lottato e invano reclamato ‘il corpo è mio’, perché ancora il corpo delle donne è terreno di conquista, ancora è superficie su cui scrivere espropriazioni e violenze di ogni genere. E come fare ad avere fiducia in una giustizia che penalizza nuovamente le donne? Noi, che lavoriamo in un Centro Antiviolenza, sappiamo quanto è difficile per una donna scegliere di denunciare il proprio violentatore , anche se sono sempre di più le donne che denunciano, e conosciamo l’angoscia, la paura e la vergogna delle donne violate. E ci indigniamo perché là dove sarebbe importante distinguere tra vittima e persecutore si ricorre all’odiosa ricerca di un motivo (in questo caso la non illibatezza della ragazzina senza chiedersi in quale ambiente è cresciuta, chi non l’ha protetta e chi ne ha abusato ) per alleviare il violentatore in un gioco collusivo fra maschi che ci riporta indietro di almeno trent’anni, e ci rinforza nell’idea che dobbiamo continuare a lottare perché il corpo di noi donne non sia più oggetto non solo di maltrattamenti, di costrizioni, di abusi ma non venga spossessato e svilito. Anche per V.S. continueremo a operare per combattere contro la violenza alle donne e sorvegliare ogni soprassalto di misoginia affinché almeno le leggi che già ci sono siano attese e il corpo di noi donne, di tutte le donne, sia rispettato nella sua soggettività autonoma e differente. Allo stesso modo ci preme sottolineare il ruolo importante della società civile, donne e uomini, nel produrre una cultura del cambiamento che contrasti apertamente la violenza contro le donne.
Nessuna foto inserita

Indietro

BLOCK NOTES
Progetto " COntro la violenza OPportunità per le donne"
Progetto Microcredito

Mai più violenza sulle donne!
Non condividiamo
Lettere di donne
Siamo noi...
Sportello lavoro

ASSOCIAZIONE NONDASOLA donne insieme contro la violenza - credit
news