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L’Associazione Nondasola esprime la propria solidarietà e vicinanza alle ragazze vittime degli stupri avvenuti in questi giorni, a Milano e a Bologna, e ai loro fidanzati che sono stati costretti, ad assistere impotenti alla violenza contro la persona amata.
Nella nostra esperienza ci è capitato di conoscere e incontrare il dolore di donne che avevano subito violenze sessuali, conosciamo le conseguenze altamente traumatiche e destabilizzanti che lo stupro provoca oltre all’ingiusto e profondo senso di colpa che lacera le vittime. Ponendo l’attenzione a fatti gravi come questi, crediamo che l’opinione pubblica debba schierarsi esplicitamente dalla parte di chi ha subito violenza non limitandosi a porre l’accento solo sul senso di insicurezza sociale. Liquidare l’episodio con una lettura che rimanda a un problema di “immigrati clandestini…stupratori di giovani ragazzine”, sottacendo le conseguenze o colpevolizzando le vittime per una sorta di imprudenza, allontana dalla comprensione del problema e non aiuta a costruire un clima di solidarietà sociale nei confronti delle donna violate. Lo stupro non è infatti un semplice problema di ordine pubblico, ma – dato che è diffuso in tutte le culture, le etnie, gli ambiti– si può parlare di “cultura dello stupro”. L’Associazione Nondasola, con il suo lavoro quotidiano a fianco delle donne, combatte l’incultura della violenza e ogni sua forma di legittimazione. Lo stupro, come il maltrattamento, provoca cambiamenti profondi, dare un nome alle “cicatrici”, agli effetti della violenza significa riconoscerla e fare un passo verso la difficile comprensione della realtà.
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