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Fin dall'apertura della Casa delle donne, operatrici e volontarie di Nondasola si propongono di documentare tanto l'attività del Centro quanto la "parola delle donne" sulla violenza subita e sulle strategie con cui cercano di fronteggiarla: significa raccogliere dati, conservare traccia dei colloqui con le donne ed anche delle riflessioni nelle equipe di lavoro, elaborare e modificare gli strumenti utilizzati perchè producano conoscenza. E' uno sforzo grande poichè, come per tutti i Centri, non ci sono risorse professionali e finanziamenti specifici destinati con continuità alla documentazione e alla ricerca; pure si cerca, per quanto è possibile, di matenere fede a questo impegno, e diverse sono le ragioni: il desiderio di non disperdere il tanto dolore e le altrettanto grandi energie che le donne accolte ci portano, la speranza di riuscire a trovare modo e spazi per studiare, magari con altre/i, la marea di materiali che via via si vanno accumulando, l'ambizione quindi di "far parlare" i dati e i racconti, nella consapevolezza che conoscenza e  possibilità di cambiamento sono inscindibili. 

Tra i progetti di ricerca a cui l'Associazione Nondasola partecipa: 

  • RICERCHE REGIONALI. L'attenzione alla ricerca è alimentata, fin da subito, dal rapporto con le donne dei Centri antiviolenza, particolarmente dell'Emilia-Romagna, una relazione avviata ancora prima della costituzione giuridica dell’Associazione e che ci ha consentito di partecipare a tutte le indagini promosse dal Coordinamento regionale dei Centri antiviolenza e dalle Case delle donne e dalla Regione Emilia-Romagna. La Casa delle donne di Reggio Emilia inizia la propria attività solo il 27 maggio 1997, lo stesso anno in cui è stata avviata la prima ricerca regionale. Negli 1997/1998 viene infatti realizzata la ricerca Indagini conoscitive sulle violenze alle donne che analizza i dati delle Case delle donne e dei Centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna: la rilevazione  coinvolge 16 Associazioni che hanno complessivamente accolto 1.999 donne di cui 1.422 (71%) donne con problemi di violenza. Questa prima indagine è seguita dal progetto Violenze contro le donne e percorsi di uscita dalla violenza, attuata nel 2000/01, che vede la partecipazione di 10 Associazioni e comprende i dati relativi alle donne accolte nel 2000: sono 1.380 delle quali 1.119 (81%) hanno contattato un Centro a motivo delle violenze subite; accanto all’analisi quantitativa, le 11 interviste in profondità realizzate a donne accolte restituiscono tanto le difficoltà incontrate dalle donne quando cercano di ricostruirsi una vita quanto la loro determinazione nel cercare possibili soluzioni. I risultati e le riflessioni prodotte da queste due indagini sono poi pubblicate in Mi prendo e mi porto via (G. Creazzo, 2003). Nel 2005/2006 viene realizzata la terza indagine alla quale partecipano 12 Associazioni che hanno accolto, nell’anno 2005, 1.661 donne delle quali 1.271 (77%) hanno subito violenza; questa indagine ha coinvolto anche altri soggetti della Regione (Centro donna Comune di Forlì; Istituto Buon Pastore di Parma, Associazione Francesco Bandini di Faenza, Casa Betania e Casa Amina di Rimini, Comunità Grazia e Pace di Saiano-Cesena) ai quali si sono rivolte 148 donne con violenza. I risultati dell’indagine, assieme alle pratiche nate dall’accoglienza e ad alcune risposte alla violenza maschile sorte anche da soggetti diversi dai Centri antiviolenza, sono pubblicati in Scegliere la libertà: affrontare la violenza (G. Creazzo, 2008). E’ stata formalizzata, con una pubblicazione regionale, anche  la quarta indagine relativa alle donne accolte dai Centri antiviolenza nell'anno 2010 ed è tutt’ora in atto la quinta.

 

 

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