Dicono di noi

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Dicono di noi

Lettere di donne

"Oggi finisce un viaggio durato sei mesi. Tutto è iniziato quando una mia amica mi ha dato un numero di telefono dicendo: Chiama, qui troverai persone che ti possono aiutare.

Così è stato... dopo alcuni giorni sono arrivata in questa Casa con mio figlio.

Non sapevo bene che tipo di persone avrei trovato, ma il mio pensiero era solo quello di stare al sicuro con lui. 

I primi giorni mi sentivo come stare in mezzo all’oceano col mare in tempesta e una barca a vela e senza remi. Tante volte mi sono chiesta “Cosa mi capiterà, ce la farò”?

Vedevo mio figlio triste, leggevo i suoi occhi che mi dicevano “Cosa mi hai fatto?”

Gli mancavano i suoi amici, la scuola di calcio, eravamo circondati da tante persone che ci volevano bene, ma ci mancava la serenità in casa, e io continuavo a dirgli 'Teniamo duro….ce la faremo a ritornare al nostro paese anche se dentro di me sentivo che non sarebbe stato possibile.'

Ho affrontato tanti interrogatori, tante volte ho ripetuto sempre le stesse cose, poi l’udienza in tribunale e la lunga attesa della risposta del giudice.

Ero stanca, sentivo il bisogno di avere vicino la mia famiglia e gli amici, ma non potevo. Prima di Natale credevo di crollare. Ma in tutta questa tempesta ho avuto la fortuna di conoscere persone stupende che mi hanno guidato e sostenuto in questo cammino.

Adesso l’oceano è diventato un mare calmo e la barca è diventata una nave con tante persone che mi hanno guidato e aiutato a ritrovare quello che mi è mancato per dieci anni 'un calore di casa sereno'. 

Grazie per l’ospitalità che mi è stata offerta da alcune persone di questa casa, per l’affetto, per avermi insegnato ad usare la grinta quando ci vuole e la dolcezza quando serve, per la pazienza dimostrata, per chi mi ha aiutato materialmente a gestire Mattia, e chiunque di loro mi abbia regalato un sorriso e un saluto…

Nessuno di loro sarà da me mai dimenticato."

 

"Scrivo alle donne, quelle che ora amo, tutte, ed anche a quelle che mi sono lontane perchè lontane da se stesse. 

Fino al giorno in cui sono entrata alla Casa e ho conosciuto NONDASOLA non avevo mai avuto fiducia nelle donne; quando ero più giovane le donne erano amiche perchè così doveva essere, ma i miei discorsi e ragionamenti più sentiti li facevo con i ragazzi.  Avevo molti più amici veri tra i ragazzi, loro non mi facevano paura e non mi annoiavano. 

Le ragazze forse le sentivo in fondo come rivali, erano più seducenti, pensavano solo a collezionare ragazzi, si annoiavano in continuazione, mentre io ero l'amica di tutti e attiravo persone insicure e fragili oppure uomini adulti. 

Io ora mi sento e mi ascolto, so chi sono e a quella bambina che dentro reclama ancora il suo affetto mancato, ci penso io... 

Mi sento orgogliosa perchè dico a me stessa che ce l'ho fatta, la consapevolezza che cercavo è arrivata e mi ha riempito la pancia ed è bellissimo.  E' vero, in fondo mi sento sola e questo mi faceva paura all'inizio.  Poi ho capito che mi sento sola perchè mi sento unica.  Non c'è nessuno come me, allora vuol dire che finalmente ho un'identità. Sono io, sono me stessa, nessuno è uguale a me, non sono la copia di mia madre. 

Io sono A., ci sono e ho diritto a tutto questo perchè mi sono finalmente fidata delle donne. 

Io che non mi fidavo neanche di mia madre. 

Credo che, come dice qualcuno, che amiamo e conosciamo bene tutte noi, il solo fatto di ammettere di aver bisogno di aiuto può farci sentire "autorizzate" a pensare finalmente a noi stesse senza sensi di colpa. 

Io ora penso prima di tutto a me stessa e mi rendo conto che posso sembrare egoista, ma chi se ne frega! 

L'importante è la mia coscienza e il sapere con certezza di essere sempre nel giusto, anche quando mi danno contro tutti e non mi capiscono.  Non ho più paura, mi sento forte e ogni tanto faccio la mamma a quella bimba che è ancora dentro di me, mi piace molto, mi fa sentire come un cerchio, come se fossi dentro ad un cerchio, dentro ad una bolla. Mi fa sentire completa.  Voglio ancora imparare molte cose dalla vita, perchè nella mia bolla c'è spazio, tanto spazio, è una bolla elastica! 

Con questo non voglio insegnare niente a nessuno perchè credo che ognuna di noi abbia già dentro una grandissima maestra. Voglio solo ricordare di ascoltarla perchè è la più sincera, è quella di cui abbiamo più paura e che nello stesso tempo possiamo costringere a tacere se vogliamo.  Lei non ce la farà a tacere per troppo tempo e troverà il modo di farsi sentire e in quel momento avremo bisogno dell'aiuto consapevole di un'altra donna, di una di quelle che hanno imparato a loro volta ad ascoltarsi. 

Della serie "come cercare di passare attraverso una porticina piccola e stretta per poi affacciarsi su un mondo meraviglioso e soprattutto reale".

 

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