SIAMO NOI
DONNE DEL GRUPPO GIRASOLE
Sono una madre, una figlia, una donna come molte altre.
Racconterò la mia storia .
Fa paura guardarsi indietro, specie quando, per forza di cose, ho dovuto cambiare il mio modo di essere. Non ero più padrona del mio corpo e dei miei sentimenti.
Ero remissiva, la parola d'ordine era subire. Non mi riconoscevo più, non mi piaceva quello che stavo vivendo. Avevo paura di troppe cose: di non essere una brava compagna e una brava madre, di essere una delusione come figlia. Avevo paura di tornare a casa la sera dopo il lavoro, perche' sapevo che mi sarei trovata davanti una persona stanca come me, ma con tanta voglia di discutere, di rimproverarmi per quello che non avevo fatto bene, di ricordarmi quanto invece lui stava facendo per la famiglia e quanto poco io dessi in cambio; con tanta voglia di dirmi, quanto gli altri fossero bravi e quanto inutile fossi io. Era questo che mi faceva piu'male, e le parole che mi diceva mi demolivano. Il mio compagno, la persona che comunque amavo mi disprezzava e mi faceva sentire sbagliata. Dovevo fare qualcosa, qualsiasi cosa.Un giorno ho bussato ad una porta e mi hanno aperto. Non sapevo cosa cercavo e nemmeno cosa avrei trovato. Ma, mi stava aspettando, con la semplicità di come si aspetta un'amica per fare due chiacchiere. Che bella donna! Serena e sorridente, la sua voce e il suo modo di fare, mi misero subito a mio agio. Mi chiese cosa mi avesse portato li', iniziai subito a parlare, a raccontare le mie giornate, i miei pensieri. Non mi vergognavo con lei. Fino a quel giorno mi ero confidata con poche persone, ma leggevo sempre diffidenza nei loro occhi. Invece, lei mi ascoltava, mi guardava, mi credeva..
Ne aveva viste altre di donne come me che soffrivano come me. Lei aveva gia' sentito racconti come il mio, sapeva che non erano bugie o stupide paure, sapeva che quello che stavo dicendo era vero, come lo erano i miei sentimenti, le mie lacrime. Si! Piangevo! Con una donna che non avevo mai vista prima, ma che sentivo cosi' vicina. Non c'erano distanze tra noi, non c'era alcun obbligo o diffidenza, ma solo tanta voglia di svuotarmi di tutte quelle cose che le altre persone avevano sempre sminuito e soffocato dentro di me. Ero libera di "liberare" il mio dolore. Finalmente lo sentivo anch'io come una cosa vera: non piu' solo nella testa e nel corpo ma anche nel cuore. Questa donna non mi ha giudicata, ma mi ha accolto cosi' com'ero, con tutto quello che avevo. Trovare qualcuno che è disposto a crederti ti da una forza incredibile, perche' senti che non sei tu quella sbagliata, ma che e' sbagliato quello che stai vivendo. Ecco, aver incontrato quasi per caso quella donna, mi ha aiutato a capire tante cose, mi ha aiutato a guardare la realta' e a guardare soprattutto quelle cose che non ero più sicura di aver fatto nella maniera migliore.
E alla fine. le cose erano sempre le stesse. Sono cambiata io e il mio modo di rapportarmi con gli altri. Mi ha trasmesso fiducia in me stessa, perche' io non sono cattiva e le cose che ho fatto fino adesso, le ho fatte con le migliori intenzioni quindi, non possono essere sbagliate. Sono tornata altre volte da questa donna nei momenti di maggiore sconforto, per "rubarle" un altro po' di saggezza, ma l'energia che ha risvegliato in me quel giorno mi accompagna ancora. Quella non gliela devo rubare, e' dentro di me, e' mia! Oggi, dopo tanto tempo, sono serena, tranquilla, contenta di quello che vivo ogni giorno, consapevole. Attraverso lei ho incontrato altre donne per me speciali. Lavoriamo insieme ad un progetto che si rinnova ogni anno. Per noi non e' importante l'argomento fine a se stesso o la modalita' con cui lavoriamo, ma e' fondamentale cio' che ognuna di noi scopre di se stessa condividendo emozioni, sentimenti, esperienze. Il mio (il nostro) vissuto e' stato doloroso, ho toccato il fondo della mia anima, ma sono risalita insieme a queste donne, afferrando quelle mani con molta fatica ma alla fine incontrando me stessa.
>> Gruppo girasole.
E-mail: info@nondasola.it |